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Il sito è stato concepito come un'espansione del sito russiainedita.it, che presenta autori per lo più inediti in Italia e illustra i loro approcci originali a questioni universali.

Nonostante in russiainedita.it alla "Nuova Cronologia" (N. C.) di A. Fomenko e G. Nosovskij  sia stata dedicata un'intera sezione,  si e ritenuto opportuno creare il presente sito per rendere il Progetto in tutta la sua ampiezza e il suo spessore.

In questo senso nuovacronologia.it si prefigge lo scopo di figurare, entro certi limiti, come l'equivalente italiano del sito ufficiale russo di N. C., chronologia.org.

 Non  potendo proporre in traduzione tutti i materiali contenuti nel sito russo, estremamente articolato, ricco e in continuo aggiornamento, ci si limiterà infatti a selezionare e presentare in lingua italiana quelle pagine che a nostro avviso potranno interessare ulteriormente il lettore italiano che si è già fatto coinvolgere dall'ipotesi proposta dai matematici Anatolij Fomenko e Gleb Nosovskij. Come il sito russo di N. C. , anche il sito italiano, nella misura del possibile e delle esigenze del pubblico italiano, verrà tenuto costantemente aggiornato.

Vera Giovanna Bani

 
Anatolij Fomenko (a destra) e il suo principale collaboratore Gleb Nosovskij

Presso i tipi della Macro Edizione è in uscita (gennaio 2014) 400 anni di inganni, la prima antologia italiana dedicata alla Nuova Cronologia. Il suo autore, il matematico Anatolij Fomenko, descrive dettagliatamente come nei secoli XVI-XVII sia stata creata quella storia e quella cronologia del mondo antico e del Medioevo che oggi conosciamo e usiamo tutti. A muovere l’autore è la ricerca di una risposta alla domanda: quanto è giustificata dai fatti e dai documenti la cronologia attualmente ovunque accettata? può essa contenere errori di notevole entità?

A. Fomenko, analizzando i metodi utilizzati nella datazione delle antiche fonti primarie e dei reperti archeologici (metodo del radiocarbonio, dendrocronologico, etc), giunge alla conclusione che molte delle date indicate con sicurezza nei manuali di storia sono in realtà il frutto di un’attribuzione poco affidabile. In molti casi, infatti, come ci fa sapere, queste date venivano fissate senza fondamento e in modo tale da corrispondere alla cronologia già convenzionalmente adottata, mentre i documenti testimonianti in direzione contraria all’opzione cronologica prescelta venivano considerati falsi e scartati.

Per capire come l’autore del libro abbia cominciato a dubitare della correttezza della cronologia convenzionale, bisogna tornare al 1975. Anatolij Fomenko, allora giovane professore dell'Università di stato di Mosca e specialista nel campo della statistica matematica, si era posto il compito di elaborare dei metodi matematici che potessero essere utili nell'analisi di annali antichi, cioè di individuare dei parametri misurabili che permettessero di confrontare dei testi storici per coglierne le affinità e le differenze.

A questo proposito va ricordato che un tempo, prima dell’invenzione della stampa, i documenti storici venivano copiati molte volte e spesso non dal testo originale, ma dalle copie eseguite da generazioni di cronisti. Quest’intensa attività di copiatura comportava spesso anche l’introduzione di correzioni o alterazioni dei contenuti, a volte frutto di involontari errori di interpretazione e traduzione ma a volte risultato della scelta deliberata di un cronista di riportare certi eventi in una certa chiave, magari per compiacere un certo governante. In una tale situazione, suggerisce Fomenko, è molto probabile che due cronache storiche sopravvissute fino ai giorni nostri e a prima vista diverse, fossero in realtà dei duplicati, descrivessero cioè uno stesso periodo storico di uno stesso paese. Proprio queste probabilità di duplicazione (e quindi di sfalsamento della durata cronologica di certi eventi) sono l’oggetto della ricerca matematica elaborata dal prof. Fomenko.

Notiamo che il compito che si era posto Anatolij Fomenko aveva un preciso valore innanzitutto nel campo della matematica: nessuno prima di lui aveva infatti applicato la matematica allo studio delle cronache storiche, perciò l’idea si presentava estremamente innovativa. Fomenko risolse con successo il suo compito: individuò, nelle cronache storiche, quei parametri che potevano essere sottoposti a un’analisi statistica e sviluppò dei metodi di confronto di tali parametri al fine di determinare il grado di "somiglianza" di due cronache antiche.

L'applicazione di questi metodi ai testi storici giunti fino a noi diede risultati inaspettati: Fomenko scoprì che molte cronache, contenenti la descrizione di eventi appartenenti ad epoche apparentemente diverse, erano in realtà dei duplicati. Non solo, ma risultò che dell'esistenza di alcune epoche si aveva notizia solo da queste cronache-duplicati, fatto che rendeva le epoche in questione dei “fantasmi”, esistenti solo sulla carta. La conseguenza fu la constatazione che la cronologia attualmente in uso è fondamentalmente sbagliata, risultando allungata, artificialmente diluita nel tempo.
L’ipotesi sviluppata da Fomenko è che nel XVII secolo, nell’epoca in cui venne elaborata la cronologia in vigore ancora oggi, i cronologisti avessero erroneamente allineato un’epoca dopo l’altra, ottenendo una lunga sequenza temporale, mentre in realtà la storia è molto più corta. La cronologia degli eventi storici, ottenuta da Anatolij Fomenko dopo la depennazione dei periodi risultanti “fantasma”, è stata definita dall’autore stesso Nuova Cronologia (NC). Essa risulta molto più breve di quella convenzionale: in base ad essa, le epoche fino al X secolo d. C. figurano come “periodi-fantasma” e gli eventi convenzionalmente collocati nella storia antica in realtà risultano aver avuto luogo nel Medioevo.

Date queste premesse, si comprende chiaramente come la Nuova Cronologia, basata esclusivamente su calcoli matematico-statistici, sia entrata giocoforza in collisione con la cronologia ufficiale e quindi con tutta la moderna interpretazione dei fatti storici.
Infatti, se si assume l’ipotesi di una tale cronologia accorciata, risulta che occorre cambiare l'intera interpretazione degli eventi storici famosi. Come considerare, per esempio, la guerra di Troia, fatta riferire dalla cronologia tradizionale al 13 ° secolo a.C.? Essa ci fu o no? Secondo Fomenko la guerra ebbe luogo, ma non nel 13 secolo a. C. Nel Medioevo ci fu una grande guerra, descritta da molti cronisti ma spesso in termini diversi. Alcune centinaia di anni più tardi, nel comporre la cronologia, gli storici raccolsero informazioni su questa guerra ma non dai documenti originali sibbene dai vari manoscritti trascritti più volte, col passar del tempo, da cronisti successivi. In essi, le descrizioni di questo conflitto risultavano meno somiglianti tra di loro di quanto non fossero quelle contenute negli originali. Gli storici decisero che i manoscritti descrivevano guerre diverse, e una di esse fu allontanata nell’antichità. Così sulla carta apparve un’ antica guerra di Troia.

Avanzando nella sua ricerca Anatolij Fomenko capì inoltre che la sola analisi matematica dei documenti antichi non sarebbe stata sufficiente per mettere in discussione l' attendibilità della versione convenzionale della storia. Infatti, non solo i manoscritti recano notizie del mondo antico, ma anche i numerosi monumenti storici e i reperti archeologici conservatisi fino ai nostri giorni, tutti materiali già datati dagli studiosi. Ma quanto si può essere certi di queste datazioni? si chiede di nuovo Fomenko. Si possono trovare testimonianze storiche in favore della NC, della versione "corta" della storia, ipotizzata sulla base dello studio statistico-matematico? Per ottenere una risposta a queste domande l’ideatore della NC, insieme ai suoi collaboratori, primo fra tutti Gleb Nosovskij, dovette intraprendere una ricerca storica autonoma che, iniziata circa 20 anni fa, continua ancora oggi. I risultati di queste indagini sono esposti in numerose pubblicazioni, alcune tradotte anche in inglese, tedesco, bulgaro.

Nei loro lavori gli autori della NC riescono a dimostrare che quella versione dei fatti storici che conosciamo dai manuali scolastici non è così salda come sembra a prima vista. In molti casi essa non si basa su fatti storici ma sulla loro libera interpretazione in conformità alla congiuntura ideologico-politica del momento in cui i cronisti scrivevano o copiavano. Gli autori riportano, a testimonianza della loro ipotesi, una gran quantità di vecchi disegni, illustrazioni, libri, annali, manufatti, documenti apparentemente insignificanti che contraddicono la versione convenzionale degli eventi storici e che per la loro “anomalia” erano stati trascurati o sottovalutati dagli studiosi, liquidati come bizzarrie o errori degli autori e degli artisti medievali. Proprio questi "errori", ricollocati sullo sfondo della NC, diventano per Fomenko prove e testimonianze dell’attendibilità di quest’ultima. Così, procedendo passo dopo passo, selezionando tassello su tassello, Fomenko e i suoi collaboratori giungono a ricostruire un quadro completamente diverso della storia, a delineare un percorso di sviluppo degli avvenimenti molto più “corto” e intrinsecamente coerente.

I libri che sviluppano i temi della NC sono una lettura coinvolgente e lo sono innanzitutto perché essi lasciano spazio a una discussione tra i lettori e gli autori. Gli autori prima illustrano i fatti e poi la loro interpretazione di essi. In questo modo il lettore ha la possibilità di crearsi una sua opinione personale, di cogliere gli elementi per accettare o disapprovare la proposta d’interpretazione della NC, per essere d'accordo o meno con le spiegazioni che la storia convenzionale assegna a questo o quell’evento, e infine per arrivare, autonomamente, a rispondere a una domanda chiave: che cosa si trova di più nei libri di storia, scienza o finzione?

 

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